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LE NOVITA’ SUI BILANCI 2021

Con l’approvazione della legge di bilancio 2022 e l’avvicinarsi delle chiusure di bilancio (almeno per i soggetti che hanno esercizio solare) si susseguono le novità in materia contabile, tenuto anche conto delle ripercussioni che la pandemia ha continuato ad avere anche sui bilanci 2021 e non solo 2020.

Sospensione degli ammortamenti

Uno dei provvedimenti che sono stati adottati nel 2020 per “salvare” i bilanci è stato la sospensione degli ammortamenti.

Dopo le prime incertezze, è possibile anche per il 2021 la sospensione degli ammortamenti anche parziale e a prescindere dalla decisione presa nel 2020, salvo l’obbligo di darne informativa in bilancio.

In un primo momento sembrava che potessero usufruire della sospensione degli ammortamenti solo coloro che ne avevano beneficiato al 100% nel 2020.

Rimane facoltativa la possibilità di dedurre fiscalmente le quote di ammortamento non imputate in bilancio.

Sospensione delle perdite

Anche le perdite 2021 potranno essere sospese per 5 anni, rinviando le decisioni all’assemblea che approverà il bilancio 2026, sospendendo gli effetti (ma non solo) degli articoli 2446 e 2447 per le Spa e 2482-bis e 2482-ter per le Srl e le cause di scioglimento per riduzione o perdita del capitale sociale.

Ricordiamo che Assonime con il Caso 6/2021 dello scorso 8 novembre 2021 si è espressa relativamente alle perdite 2020, dando una lettura economica della norma, stabilendo che non si deve tener conto di tutte le perdite emerse nell’esercizio 2020, anche quando siano inferiori a un terzo del capitale al fine di valutare l’ammontare complessivo delle perdite emerse negli esercizi successivi a quello in corso al 31 dicembre 2020. In questo modo si evita che perdite di pari ammontare vengano trattate diversamente andando a privilegiare aziende meno capitalizzate a discapito di quelle più capitalizzate.

Trattamento delle immateriali già rivalutate

Il provvedimento forse più usato, anche grazie al doppio beneficio che offriva è stata la rivalutazione degli assets aziendali. Questo offriva il doppio vantaggio di patrimonializzare le società e garantire un beneficio fiscale per gli esercizi futuri a fronte del pagamento di un’imposta sostitutiva del 3%.

Tale opportunità molto vantaggiosa non si è rilevata tale con le modifiche successive soprattutto per le rivalutazioni di marchi e avviamenti.

  1. Con le successive modifiche gli assets di cui sopra sono ammortizzabili in 50 anni e non più in 18 come originariamente. Proseguendo con l’ammortamento in 50 anni il beneficio si avrebbe a partire dal 28° anno e non più al 2° anno come nel caso di ammortamento in 18 anni. Inoltre, con un orizzonte temporale così ampio ci sarebbe un problema di valutazione delle imposte anticipate che si verrebbero a generare (tenuto conto dell’ammortamento civilistico di 20 anni).
  1. In alternativa, le società per continuare a beneficiare dell’ammortamento in 18 anni potrebbero integrare l’imposta sostitutiva già versata del 3% con un ulteriore versamento pari al 9% sulla parte dei maggiori valori ricompresi nei limiti di 5 mln di euro; del 11% sulla parte dei maggiori valori che eccede 5 mln di euro fino a 10 mln di euro; del 13% sulla parte dei maggiori valori che eccede i 10 mln di euro.

In questi casi il beneficio fiscale si avrebbe a partire dall’8°anno, e si avrebbe un effetto negativo sul patrimonio netto poiché la riserva di rivalutazione deve essere iscritta al netto dell’imposta sostitutiva.

  1. Come terza strada è stata data la possibilità di revocare i soli effetti fiscali e ottenere un credito per l’imposta sostitutiva versata. Ciò comporta l’iscrizione di imposte differite che andrebbero ad abbattere la riserva di rivalutazione e quindi il patrimonio netto.

Si sta discutendo sulla possibilità di rettificare la rivalutazione anche da un punto di vista contabile senza comportare la riapprovazione dei bilanci 2020 (che necessiterebbe la riemissione della relazione di revisione da parte dell’organo di controllo). Tuttavia, gli effetti sul patrimonio netto sarebbero nefasti.

Rivalutazioni beni di impresa

È stata prorogata la possibilità di rivalutare i beni di impresa anche per il 2021, ma a due condizioni:

  1. È possibile rivalutare i beni che non sono stati già oggetto di rivalutazione nel 2020;
  2. È consentita la rivalutazione solo a fini civilistici.

Rimangono invariate le altre condizioni, ovvero:

  • Rivalutazione distinta per ciascun bene, scegliendo singolarmente i beni che si intende rivalutare, senza necessità di rivalutare categorie omogenee di beni;
  • Possibilità di rivalutazione del costo storico e del relativo fondo ammortamento; rivalutazione del solo costo storico; riduzione del fondo ammortamento;
  • Bisogna tener conto della fiscalità differita.

Assemblee a distanza ma senza proroga sui termini di approvazione

È possibile svolgere le assemblee per l’approvazione dei bilanci in conferenza fino al 31 luglio 2022 ma non possono essere prorogati i termini di legge per l’approvazione del bilancio, tenuto anche conto delle disposizioni statutarie.

Queste sono le principali novità, ad oggi, sull’approvazione dei bilanci 2021.